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Futurismo in Umbria: avanguardia dinamica

AVANGUARDIA DINAMICA


Il più significativo movimento artistico d'avanguardia del Novecento trovò validi esponenti anche in Umbria: la sua carica di innovazione e le sue idee rivoluzionarie arrivarono a Perugia intorno al 1913, anno in cui nacque il primo nucleo futurista umbro formato da pittori, scrittori ed intellettuali.

 

Nato nel febbraio del 1909 ad opera del poeta Filippo Tommaso Marinetti, che ne pubblicò il manifesto su le colonne de “Le Figaro”, il Futurismo ebbe diffusione a livello europeo ed internazionale, propugnando il rinnovamento radicale dell’arte e di ogni altra forma di espressione artistica attraverso l’esaltazione della macchina, del dinamismo, della velocità e con un netto rifiuto del passato. Conobbe una prima stagione, felicissima, quanto contestata, nei primi anni Dieci del Novecento e fino alla prima Guerra Mondiale. Fin dall’inizio, ma con maggiore enfasi dal 1915 attraverso il manifesto della Ricostruzione futurista dell’universo, il Movimento volle coinvolgere non solo la pittura e la scultura, ma anche l’architettura, la letteratura, la poesia, la scenografia, il teatro, la musica, la moda, l’ambientazione, persino la cucina. Questi ultimi ambiti creativi furono sviluppati a partire dagli anni Venti e fino al 1944, anno della morte di Marinetti, che si fa coincidere con la fine storica del Movimento.

 

Con la sua carica di innovazione e idee rivoluzionarie, il Futurismo non tardò ad essere accolto pure a Perugia. Ciò si dovette ad un gruppo di giovani che si riunivano in un noto locale del centro perugino, il Caffè Mezza Bestia nell’attuale Piazza Matteotti. Fu qui che intorno al 1913 nacque il primo nucleo futurista umbro, formato dal giovane pittore Gerardo Dottori, e gli scrittori Alberto Presenzini Mattoli, Polidoro Benveduti, Vincenzo Gamboni, Giannino Mariotti, Alberto Marri e Benvenuto Crispoldi. Sulla scia di Marinetti contestavano l’Accademia leggendone i proclami e seguendo le nuove idee in fatto d’arte di Boccioni e Balla.

Nel 1914 si tenne a Perugia, al Politeama Turreno, un’esplosiva Serata futurista proprio con Marinetti come ospite d’onore, mentre altre serate futuriste si erano tenute già l’anno precedente a Bevagna e Gubbio. Nel 1920, al ritorno dalla guerra, Dottori e Presenzini Mattoli diedero vita alla rivista d’arte “Griffa!” che ebbe vita breve, ma intensa, ospitando firme autorevoli dell’arte italiana del tempo. Negli anni Trenta al gruppo, formato originariamente in prevalenza da scrittori ed intellettuali, si aggiunsero i pittori Leandra Angelucci Cominazzini, Alessandro Bruschetti, Giuseppe Preziosi e Vittorio Meschini, nonché l’aeropoetessa Franca Maria Corneli. Ognuno di essi partecipò poi alle più importanti esposizioni d’arte del periodo: le Sindacali, le Biennali di Venezia, le Quadriennali di Roma e mostre itineranti in Italia e all’estero.           

Il futurismo umbro sviluppò caratteristiche tipiche dell’aeropittura dottoriana incentrata su visioni aeroplaniche ispirate in particolare al territorio del Lago Trasimeno. Il lago è per l’artista fulcro e origine di dinamismi terrestri che coinvolgono il paesaggio collinare circostante. Esso diviene una sorta di simbolo cosmico interpretato da Dottori quasi come sorgente di vita attorno al quale tutto si concentra. Da ciò l’aeroplano, il lago, le colline ed infine il cosmo assumono per questi artisti una valenza di prim’ordine. E fu proprio Dottori a darne ragione nel 1941 pubblicando il testo “La mia pittura futurista”, vero e proprio manifesto del futurismo umbro.

 

Tratto da: Fuaiè Revue

Autore: Massimo Duranti

 

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Breve storia del Cioccolato

BREVE STORIA DEL CIOCCOLATO

In vista della manifestazione "Eurochocolate", la Redazione di Umbria Tu ha pensato di deliziarvi con questa breve cronologia, per ripercorrere le tappe di una storia che ha portato l'esotico e gustoso prodotto a diventare il protagonista di uno degli eventi più sensazionali di cui si fa lustro il capoluogo umbro.

 

600 –
I Maya creano la prima piantagione di cacao.

 

1200 –
Gli Aztechi fanno della cioccolata la bevanda imperiale.

 

1502 –
Cristoforo Colombo di ritorno dal quarto viaggio nel Nuovo Mondo, porta in dono ai Reali di Spagna alcuni semi di cacao.

 

1519 –
Fra i preziosi doni che il Re Montezuma offre a Hernàn Cortès ci sono anche i semi di cacao, chiamato dagli indigeni “cibo degli dei”.

 

1585 –
Da Veracruz, Messico, giunge in Europa il primo carico di semi di cacao.

 

1615 –
La cioccolata approda in Francia dove diviene presto una bevanda alla moda.

 

1678 –
È l’anno in cui viene redatto, a Torino, il primo documento in Italia sulla fabbricazione del cioccolato.

 

1778 –
Viene creata in Francia la prima macchina raffinatrice idraulica della pasta di cacao.

 

1795 –
il Dr. Roger Fry di Bristol è il primo inglese a produrre cacao in grandi quantità utilizzando un motore a vapore per macinare i semi.

 

1828 –
Un produttore di cioccolato olandese, C.J. Van Houten, inventa una macchina che spreme i semi ricavando il burro di cacao. La bevanda ottenuta appare più fluida e gradevole.

 

1875 –
Daniel Peter, svizzero, aggiunge al cacao latte condensato. Per la prima volta il cacao può essere degustato anche in forma solida.

 

1879 –
Lo svizzero Rudolph Lindt sperimenta un nuovo modo per raffinare il cioccolato chiamato “concaggio”. Nasce così il cioccolato “fondente”.

 

1908 –
Nasce a Perugia per iniziativa di Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni la “Perugina”.

 

1922 –
Anno in cui viene prodotto il primo “Bacio Perugina” chiamato, ai tempi, per la forma particolare “Cazzotto”.

 

1993 –
Prima edizione a Perugia di Eurochocolate.

 

 

Coninuate a seguirci per altri approfondimenti su Perugia e Eurochocolate!

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