L'Umbria di tutti è solo su Umbria Tu, il portale collaborativo di informazione turistica sulla storia, gli eventi, l'arte, lo spettacolo, l'enogastronomia e gli itinerari più belli dell'Umbria.

Umbria Tu è un'iniziativa di logo archis. Invia il tuo materiale sull’Umbria alla nostra redazione e costruirai insieme a noi il tuo portale.

Seguici su Facebook! Piace a

"Estate in Umbria" di Giulia Guizzardi

LA TERRA DELL’ESTATE


“Non pretendo di essere nessuno do solo il mio meglio in quello che faccio. Spero che tutti possano apprezzare questi piccoli pezzi di anima “ scrive di sé Giulia Guizzardi nel suo sito web. I suoi scatti raccontano, con l’entusiasmo e la semplicità che caratterizzano le emozioni più autentiche, i paesaggi e le scene di vita che hanno saputo stregare e appassionare una ragazza “umbra d’adozione”, entrando a far parte dei suoi primi photoset e dei suoi studi sulle tecniche di inquadratura. L’estate in Umbria, lontano dagli stabilimenti balneari e dal traffico delle autostrade, si presenta in questa photogallery come un periodo ideale per recuperare il contatto con le radici storiche e con le bellezze naturali della terra umbra, che Giulia ci presenta in un breve viaggio tra profili di antiche architetture, tramonti coloratissimi e ulivi accarezzati dal sole.

 

 

“Mi chiamo Giulia Guizzardi e ho vent'anni, inutile dire se troppi o troppo pochi per dedicarsi a un'arte che ancora fa fatica ad essere riconosciuta come tale. La fotografia per me non è un susseguirsi di scatti che rendono i momenti immortali, ma sono vedute d'immagine del mondo che rubi per non lasciartele sfuggire, perché si sa che la prossima volta non ci saranno più.  Non solo Natura e piccoli pezzi di storia, ma amo ritrarre anche amiche/amici, insomma i più coraggiosi che si mettono in gioco per permettermi di dar vita ad alcune tra le mie idee. I miei progetti vertono sull'università – frequento il primo anno di Scienze della Comunicazione - e sul mio sogno di diventare una giornalista.

 

In questa photogallery sono presenti scatti tratti dalla mia ultima serie, dedicata all'estate umbra. Mi sono mossa tra Terni, Narni, Todi e Orvieto prediligendo alcuni soggetti di interesse architettonico in un lavoro di tagli di inquadrature che mi ha permesso di studiare e di migliorare in parte la mia tecnica. Ho deciso di lavorare su questi paesaggi perché sono quelli che mi danno maggiore soddisfazione e credo che, nonostante ci siano fotografi che hanno ormai provato tutto, sui paesaggi e sugli scorci ci sia ancora qualcosa da dire, con un po' di fantasia.

 

Ho scelto di depositare il mio amore lì, tra il picco perugino e la conca ternana, a metà tra un fidanzamento (vero!), e un innamoramento spirituale per la terra. Ho sempre avuto un forte attaccamento per la natura, per la Terra nel vero senso della parola, quella forza immateriale e potentissima che non ci abbandona mai nonostante l'asfaltamento dell'anima umana.

D'altro canto però non posso far altro che ammirare anche l'opera dell'uomo o, per meglio dire, di un uomo molto lontano da questo presente,  che ha costruito con mezzi inferiori opere che noi non saremo più in grado di creare senza distruggere la natura. Era un uomo diverso forse, un uomo più sensibile.

 

Segni del passaggio di qualcosa di magico, i borghi come quelli che ho ritratto sono dei piccoli gioielli che in Umbria si lasciano trovare dappertutto, offrendomi spunti sempre nuovi per la fotografia e non solo. Credo che proprio per questo ogni piccola incastonatura nell'Appennino Umbro sia una pietra unica, con un taglio tutto particolare che è doveroso immortalare. Ecco perché la mia passione per la fotografia qui ha potuto avere libero sfogo; ecco perché qui mi sento ispirata dai millenni di storia, dai picchi scoscesi e non mi stancherò mai di ritrarre ogni piccolo particolare, come ogni grande veduta, di questa splendida terra .”

 

 

Commento di Francesca Mattonelli

 Presentazione e fotografie di Giulia Guizzardi



CONDIVIDI
Suona Visioni di Valeria Pierini

SUONA VISIONI

 

Valeria Pierini, giovane fotografa di Bastia Umbra, ci racconta la sua passione per la fotografia e presenta il suo ultimo progetto, “Suonavisioni”, legato al mondo della musica in Umbria. Tra sale prove, piatti, pedaliere e microfoni, una commistione di stili e di suoni inattesi si rende viva e assume una nuova luce in “Suona Visioni”: una mostra fotografica, e non solo. Prende vita un vero e proprio laboratorio creativo, che ruota intorno alla produzione musicale della scena underground perugina.


Ma lasciamo che sia lei a spiegarci  “Suonavisioni”:


Ho scelto di "insediarmi" nella sala prove di alcune band per lasciarmi ispirare dalla loro musica e per poter cogliere al meglio le caratteristiche di ognuna e per immortalare espressioni che da un palco non emergerebbero.

Da qui il titolo, scelto proprio perché ho catturato la musica di ogni band nel suo nascere, in prospettiva verso il divenire canzone-pezzo: da suonare su un palco o essere incisa su CD.

 

 

Perché la fotografia?


La fotografia è la realtà che non ti aspetti. E' un disegno fatto con la luce e i suoi soggetti, le sue linee, sono soggetti del reale, più o meno vicini al nostro modo di vivere. E' per questo secondo me che spesso la fotografia attrae coloro che la guardano più di un disegno o una pittura.

 

 

In che modo, in “Suonavisioni”, metti in relazione la musica all’immagine?


Cercando di evincere tramite le immagini stesse il rapporto semiotico che c'è tra i soggetti ritratti, la loro musica e il concept che soggiace al lavoro che mi viene richiesto.

 



In musica i generi definiscono, modellano, e talvolta ingabbiano la creatività dell’artista: succede anche in fotografia?


Le gabbie le creano le persone. Dalle gabbie non si esce.
Io più che ingabbiare preferisco usare i generi per avere un'idea di base dalla quale partire.
Portando come esempio il mio lavoro tendo a precisare che seguo due linee: da un lato, quella appena descritta sopra che ha come fulcro la musica, in cui metto in scena qualcosa che si sente.
La seconda parte del mio lavoro è concettuale, convoglia nelle foto il mio rapporto con il reale.
E' una sintesi che si esplica di volta in volta in maniera più o meno intimista.
Per quanto riguarda il fatto di rimanere ingabbiati credo che dipenda da quello che capita alla carriera di ognuno, dalle scelte che si fanno, il più delle volte si rimane ingabbiati per ignoranza o per soggiacere a logiche di mercato. Questo implica la perdita della naturale evoluzione che secondo me ognuno dovrebbe affrontare per trovare la sua strada. Poi ci sta che arrivati ad un punto si possa pensare: "occhei io fotografo le montagne verdi", se è una scelta consapevole va bene. E' un discorso di onestà intellettuale e personale in primis.

 

 

Per te esiste una separazione tra fotografia come arte e fotografia come professione?


Un fotografo scatta un artista che usa la fotografia pensa e mette in scena ciò che sente. Come del resto tutti gli artisti.
Avere una macchina fotografica non ti rende un fotografo e tanto meno artista.
Per essere un fotografo devi usare la tecnica per rappresentare quello che vuoi. Rimango dell'idea che una foto può essere fatta benissimo e non dire nulla. Ergo è una mera riproduzione tecnica. Ci si avvicina ad un’ opera fotografica se questa immagine parla, provoca, comunica, fa quello che tendenzialmente fanno le opere d'arte.
Un fotografo artista ha dei sostrati nel suo lavoro che vanno a toccare aspetti estetici estatici e patemici che vanno al di là della mera rappresentazione da reportage o di cronaca.


Nell’era dei social network, la fotografia sta diventando un mezzo sempre più “popolare” e accessibile: anche nel mondo della musica, gli artisti emergenti si affidano spesso a fotografi e designer improvvisati. Come ti immagini il futuro dei professionisti del settore?


Ognuno per se e gli dei per tutti. (Ride n.d.r.)
Qui siamo tutti amici di amici, siamo tutti artisti, tutti lì a caricare i nostri lavori, le nostre canzoni...
Manca una cosa: “quagliare”, fare vedere che siamo capaci anche fuori dallo schermo. Manca unire le forze e dire: "ah, sei un fotografo, un musicista, un'artista? Bene, vediamo che sai fare, collaboriamo?" Siamo tutti un branco di cinici e nichilisti il più delle volte inconsapevoli di ciò...(non che i cinici e i nichilisti mi stiano antipatici eh per carità!)
Il futuro onestamente non lo vedo, non è che penso che non ci sia, ma non so immaginarlo perché è profondamente personale, dipende da ogni singolo.
Io non posso avere il futuro di un altro fotografo a meno che non ci troviamo a percorrere la stessa strada professionale, e anche lì non c'è da star sicuri.
Certo con questa evoluzione del digitale siamo tutti fotografi, ma improvvisarsi è diverso dallo studiare e dal conoscere ciò di cui si parla... si tende a tagliare le spese superflue e i fotografi risultano spesso tra questi tagli perché spesso il lavoro di chi è veramente competente e conosce la materia viene grandemente sottovalutato.

 


Fotografa, organizzatrice di eventi, musicista: attività che ti rendono partecipe di un mondo a molti sconosciuto. Cosa c’è da sapere sulla scena underground perugina?


C'è un sacco di gente in gamba, che si fa in quattro per creare qualcosa alla quale viene dato poco spazio. Sempre per due motivi: ignoranza e numeri. E qui ho detto una cosa che sanno tutti.
Poi certo se devo dirti che ne penso di tutti questi bravi creativi che vuoi che ti dica? Che la bellezza salverà il mondo? Che l'underground è pieno di gente figa? Si, "la bellezza salverà il mondo e l'underground è pieno di gente figa".

 

Sito web di Valeria Pierini

Fotografie di Valeria Pierini

Intervista a Valeria Pierini a cura di Francesca Mattonelli

CONDIVIDI
  
pagina 1 di 6 su 12 risultati