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Perugia oggi

PERUGIA OGGI

 

una sintesi di nuovo e antico dove ognuno ritrova le proprie radici.

 

 

La Perugia di oggi raccoglie in se una pluralità di significati: una città moderna e cosmopolita, conosciuta in tutto il mondo per le sue manifestazioni culturali e la sua Università per Stranieri; ma è anche la città del silenzio che si lascia ammirare nei suoi mille angoli in cui passato e presente si integrano e creano un'atmosfera indimenticabile.

 

Qui il passato non è “passato”, ma è un’eredità custodita con grande cura dalla gente che rivive e fa rivivere le tradizioni storiche e culturali della propria terra. Nella pace silenziosa dei suoi angoli di tranquillità, riemergono le mai sopite sensazioni originarie, le atmosfere familiari e la forza delle tradizioni. Il tutto in una sintesi dove il nuovo e l’antico si fondono e dove ognuno ritrova le proprie radici.

 

Una città a più strati, ove il semplice turista coglie solo gli aspetti superficiali, mentre il visitatore attento riesce ad andare oltre, comprendendo gli elementi più caratteristici e significativi di una città che del silenzio, della discrezione, del riserbo, della moderazione, della delicatezza, ha fatto le sue virtù.

 

In un mondo moderno dominato dalla fretta e dallo stress, dove gli uomini svolgono meccanicamente le loro occupazioni quotidiane, il silenzio  ancora presente in giardini e nelle vie d'antica memoria, diventa un refrigerio e forse una necessità per respirare il profumo della nostalgia di mondi passati e di epoche svanite.

Ma una nostalgia buona, di quelle che ci ritemprano, per tornare più sereni alle nostre situazioni quotidiane ed essere uomini migliori.

 

 

 

Autore: Matteo Morrone Berlingò

Fotografie: Archivio Archis, Archivio Regione Umbria

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Perugia e i suoi vanti

PERUGIA E I SUOI VANTI 

 

La Biblioteca Augusta, il Museo Archeologico Nazionale, l’Accademia delle Belle Arti, i Giardino del Frontone, la Galleria Nazionale Umbra, i Teatri Morlacchi e Pavone. Istituzioni che arricchiscono Perugia culturalmente ed artisticamente e che furono il frutto di alcuni personaggi eccelsi e di una sapiente opera collettiva.

 

 

 

Nel 1582 un privato, Prospero Podiani, regalò 10.000 volumi alla città di Perugia; il comune ne fece una delle prime, se non la prima biblioteca pubblica italiana che prese il nome di Biblioteca Augusta.

Il primo nucleo venne progressivamente arricchito con le opere degli ordini religiosi secolarizzati, con le donazioni di biblioteche private e con acquisti. Oggi la Biblioteca Augusta è tra le più fornite del centro Italia annoverando 375.000 volumi.

La città memore del contributo di Podiani, volle dedicare all’umanista una sala prestigiosa della Galleria Nazionale Umbra.

 

Un altro illustre perugino, Francesco Filippo Friggeri, donò le sue collezioni di suppellettili archeologiche  al comune il quale fondò quello che è oggi il Museo Archeologico Nazionale. Originariamente il Museo si trovava nel palazzo dei Priori, poi come nel caso della Biblioteca Augusta, per la carenza di spazi causata dall’arricchimento dei materiali, si decise di stabilirlo nel complesso conventuale domenicano.

In questo periodo venne alla luce anche il primo giardino pubblico della città: il Giardino del Frontone, detto anche “Arco di Trionfo”.  Nell’area in cui è sorto, in tempi molto antichi vi era un' necropoli etrusca e poi dal ‘400 venne adibito a usi militari. Fino al 1707 non ebbe altro impiego se non quello di forte difensivo da cui i perugini "fronteggiavano" il nemico e da qui il nome Frontone; in quell’anno fu adattato dagli “Arcadi” a luogo di riunioni estive e prese la forma attuale.

 

Il perugino del ‘700 ebbe un forte amore per il teatro e ne aprì numerosi in diversi palazzi, fino a quando, aumentando il pubblico, si cominciò nel 1717 a costruire il primo e vero teatro civico, detto teatro nobile, perché costruito dalla nobiltà che successivamente venne ribattezzato Teatro Pavone.

La borghesia cittadina rispose inaugurando nel 1781 un teatro a cui fu dato il nome di "Teatro Civico del Verzaro". Ristrutturato e modificato da Guglielmo Calderini  fu intitolato al musicista perugino Francesco Morlacchi.

 

L’Accademia delle Belle Arti, al tempo chiamata l’Accademia del disegno venne fondata nel 1573. Inizialmente aveva sede nel convento degli Olivetani a Montemorcino. Dal 1901 si trova con l’istituto d’arte nell’ex convento dei francescani. La storia dell’Accademia si interseca con quella della Galleria Nazionale Umbra; inizialmente la Galleria era composta da una piccola raccolta di gessi, disegni e dipinti  e faceva  parte dell’Accademia; in seguito si arricchì di una quantità di opere d’arte proveniente dagli ordini religiosi soppressi.

Nel 1878 venne scorporata dall’Accademia e trasferita al Palazzo dei Priori; la Galleria Nazionale ha oggi la raccolta museale più completa della regione.

 

Questi sono solo alcuni dei gioielli della nostra città.

 

 

 

Autore: Matteo Morrone Berlingò

Fotografie: Archivio Archis, Archivio Regione Umbria

 

 

 

 

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