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Architettura contemporanea in Umbria

ARCHITETTURA CONTEMPORANEA: LABORATORIO UMBRIA


Dalle opere delle archi-star alle realizzazioni ideate da giovani progettisti. L’Umbria dispone di un significativo patrimonio di architetture che risaltano per le scelte linguistiche schiettamente contemporanee. Opere recenti, spesso sconosciute al grande pubblico, che cercano di dare qualità al paesaggio urbano

 

l’Umbria del Novecento non è ricca solo di architetture neogotiche o neorinascimentali, tanto che il suo nome ricorre sistematicamente in qualsiasi indice dei nomi e dei luoghi dedicato all’architettura italiana della ricostruzione. Percorrendo le strade dell’Umbria, capita d’imbattersi in architetture silenziose, che tradiscono un impegno e una passione in un certo senso imprevedibili: architetture schiettamente contemporanee  quanto sconosciute al grande pubblico.

 

Archi-tour

LE OPERE  D’AUTORE  IN UMBRIA

 

BASCHI

Francesco Cellini   Ampliamento del Cimitero civico

Francesco Cellini   Ampliamento del Cimitero di Civitella  del Lago

Francesco Cellini   Circolo di canottaggio

Francesco Cellini   Sistemazione di piazza Italia e piazza Municipio

 

BASTIA UMBRA

Gian Carlo Leoncilli Massi   Palazzetto dello sport

 

CITTÀ DELLA PIEVE

Mario Botta   Liceo scientifico

 

CITTÀ DI CASTELLO

Aldo Rossi   Complesso commerciale-residenziale ex Sogema

 

CORCIANO

Renzo Piano   Quartiere  Il Rigo

 

 

FOLIGNO

Massimiliano Fuksas  Chiesa  di San Giacomo

Paolo Portoghesi   Tribuna  dei figuranti della Quintana

Arrigo Rudi   Biblioteca comunale

Enzo Zacchiroli    Palazzo dei Servizi Postali e Telegrafici

 

GUBBIO

Pietro Derossi   Centro polivalente di San Benedetto

Gae Aulenti   Sistemazione di piazza San Giovanni

Laura Thermes   Centro commerciale della Piaggiola

 

NOCERA UMBRA

Paolo Portoghesi   Terme del Centino

 

ORVIETO

Massimiliano Fuksas Ampliamento del cimitero civico

Francesco Cellini Centro multifunzionale

 

PERUGIA

Francesco Cellini   Recupero  della Stazione di Sant’Anna

Vittorio De Feo   Complesso residenziale di via Chiusi

Vittorio De Feo   Edicola votiva nell’ex conservificio Drommi

Jean Nouvel   Stazioni e linea del Minimetrò

Aldo Rossi   Centro direzionale di Fontivegge

Italo Rota   Info-Point della rocca Paolina

Italo Rota   Mediateca di San Sisto

Luca Scacchetti   Complesso residenziale a Ponte San Giovanni

Paolo Zermani   Chiesa di San Giovanni Apostolo

 

SPOLETO

Gian Carlo Leoncilli Massi   Restauro di Palazzo Zacchei-Travaglini

Gian Carlo Leoncilli Massi   Farmacia Amici

Costantino Dardi   Restauro della rocca Albornoziana

 

TERNI

Carlo Aymonino   Piazza  dei bambini e delle bambine

Vittorio De Feo   Quartiere Clai

Paolo Portoghesi   Chiesa di Santa Maria della Pace

 

TREVI

Massimo Carmassi   Complesso scolastico

 

 

Bibliografia

Breve guida ad alcuni testi sull’architettura contemporanea in Umbria:

 

Guida all’architettura moderna. Italia. Gli ultimi trent’anni, a cura di Giorgio Muratore, Zanichelli Editore, Bologna 1988.

 

Sergio Polano, Guida all’architettura italiana del Novecento, Electa, Milano 1991.

 

Architettura contemporanea in Umbria. Nuove tendenze, a cura di Adriana Soletti e Paolo Belardi, Università degli Studi di Perugia, Perugia 1996.

 

Paolo Belardi, L’architettura 1969-1980, in Terra di Maestri. Artisti umbri del Novecento 1969-1980, a cura di Antonio Carlo Ponti, EFFE Fabrizio Fabbri Editore, Perugia 2006, pp. 69-75.

 

Mario Pisani, Lineamenti di storia dell’architettura contemporanea. Umbria 1981-2000, in Terra di Maestri. Artisti umbri del Novecento 1981-2000 e ultime generazioni, a cura di Antonio Carlo Ponti, EFFE Fabrizio Fabbri Editore, Perugia 2007, pp. 71-89.

 

Dalla ricostruzione al futuro. Architetture e infrastrutture in Umbria, allegato a “Casabella”, 758, 2008.

 

 

Tratto da: Fuaiè Revue

AAVV

Fotografie: Archivio Archis, Mariano Bonpensa, vari

 

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Le terre del Perugino: un affresco naturale

TRASIMENO: AFFRESCO NATURALE

Alla scoperta della natura del Perugino, una sorta di paradiso terrestre,uno spazio metafisico che ha il suo modello nella terra al confine tra l’Umbria e la Toscana


Avete mai provato, davanti a un’opera del Perugino, a distogliere lo sguardo dai soggetti in primo piano, per scrutare oltre gli edifici e oltre le figure che riempiono la scena, mettendo a fuoco unicamente la natura, concentrandovi solo sul paesaggio e sulla luce che lo avvolge? Se lo avete fatto vi sarete certamente accorti che la veduta paesaggistica diventa ampia, dilatata e profonda. Così profonda da sembrare quasi attraversare la parete, tanto è realistica la prospettiva e tridimensionale  l’effetto spaziale.

 

E avrete anche notato dettagli di un sorprendente realismo: dai tratti che delineano colli, valli e pianure, agli alberi alti e svettanti, decisamente sproporzionati rispetto al resto, ma che ricordano da vicino i nostri ornelli, ancora oggi tanto diffusi nel territorio umbro. Alberi così diritti e slanciati da sembrare ponti di collegamento tra la terra e il cielo. E i due elementi, il terreno e il celeste, trovano quasi sempre un punto d’incontro nelle opere del Perugino attraverso il terzo elemento dell’acqua. È quella del Lago Trasimeno, che si scorge spesso al centro dei lavori di Pietro Vannucci, avvolta da una luce che risulta tersa in primo piano, e che si fa più tenue, quasi crepuscolare, man mano che si perde in lontananza.

 

La natura del Perugino è una natura che parla allo spirito, una sorta di paradiso terrestre dove non trovano posto passioni e pulsioni umane. È uno spazio metafisico che ha il suo modello nella terra al confine tra l’Umbria e la Toscana. Alcuni itinerari consentono di scoprire in prima persona quelle visuali paesaggistiche che possono avere ispirato il maestro pievese. I suoi paesaggi sono infatti molto simili alla realtà geografica in cui l’artista è nato e vissuto. A volte in alcune sue opere sembra quasi di ritrovare la sua terra d’origine, opportunamente trasfigurata in una visione poetica e contemplativa.

 

Per rintracciare nella realtà quegli scorci pittorici, basta inoltrarsi lungo i tracciati minori che si aprono tra Perugia e il Lago Trasimeno, passando ad esempio per Fontignano, Panicale, Paciano, Castiglione del Lago e Città della Pieve. L’esperienza non è soltanto visiva ma anche emotiva. Immergendovi nella natura potrete prestare maggiore attenzione all’ambiente circostante, ricercando lungo il percorso quegli elementi paesaggistici che l’artista era solito inserire nelle sue opere. L’importante è essere disposti a perdersi nella dimensione dilatata dello spazio che il Perugino tanto bene riuscì a rendere nei suoi capolavori. E magari, lungo l’itinerario, sarà stimolante provare a fotografare quei paesaggi che secondo voi potrebbero avere ispirato l’artista. Paesaggi ideali, ma non astratti, piuttosto il risultato di un’attenta osservazione della realtà. Provate ad osservare il lago: a perdita d’occhio la visuale non è più tersa, forse per effetto dell’umidità prodotta dal bacino lacustre, così che i contorni e i colori sembrano sfumare attraverso tenui passaggi di luci ed ombre.

Lo stesso effetto Pietro Vannucci lo ha saputo ricreare stendendo il colore come si trattasse di luce diffusa e velata, una luce in grado di ammorbidire i profili delle figure e di esaltarne l’aspetto più contemplativo e intimista.

 

ITINERARIO NELLE TERRE DEL PERUGINO

Il volume monografico è stato prodotta nell’ambito di un programma di valorizzazione delle risorse culturali e ambientali del Trasimeno denominato “Pietro Perugino e il paesaggio del Trasimeno. Pittura tra Rinascimento e Manierismo nel percorso tra Città della Pieve, Paciano, Panicale e Castiglione del Lago”. Il progetto è stato promosso dai Comuni di Castiglione del Lago, Città della Pieve, Paciano e Panicale, dalla Provincia di Perugia, dal Sistema Turistico Locale del Trasimeno e dalla Comunità Montana Associazione dei Comuni “Trasimeno – Medio Tevere” che lo ha anche coordinato. La finalità è quella di stimolare l’interesse e la conoscenza verso delle opere d’arte prodotte in un periodo assai importante per il territorio del Trasimeno come il XVI secolo e favorirne la visita proprio nell’ambiente che le ha ispirate e che viene evocato mirabilmente nei paesaggi di Pietro Perugino. Per questo motivo è stato organizzato un percorso che da Città della Pieve conduce fino a Castiglione del Lago, passando per Paciano e Panicale, attraverso le strade panoramiche che meglio consentono di godere dello scenario che dalle colline si apre verso il Lago. Lungo il percorso i luoghi di visita sono accessibili con un unico biglietto acquistabile presso uno qualunque degli stessi.


Tratto da: Fuaiè Revue

Autore: Antonella Bazzoli

Fotografie: Archivio Archis

www.nelleterredelperugino.net

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