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Gualdo Tadino: la contesa dei rioni

GUALDO TADINO: LA CONTESA DEI RIONI

L’ultimo weekend di settembre a Gualdo Tadino si rinnova l’appuntamento con i Giochi delle Porte, rievocazione storica che si richiama alle antiche giostre equestri delle feste patronali.


Tre giorni di festa, 24 – 25 – 26 Settembre, dalla lettura del bando all’apertura delle taverne all’esibizione degli sbandieratori, al meraviglioso corteo storico, alle gare e alla festa della domenica. L’ultimo weekend di settembre a Gualdo Tadino si rinnova l’appuntamento con i Giochi delle Porte, rievocazione storica che si richiama alle antiche giostre equestri delle feste patronali. Quando nel 1970 fu ripreso il Palio di San Michele Arcangelo, la città intera fu divisa in quattro Porte che presero il nome degli accessi a Gualdo Tadino (Porta San Benedetto, Porta San Facondino, Porta San Donato, Porta San Martino), nomi popolari e familiari a tutti grazie anche ai Giochi de le Porte. Quattro territori per quattro rioni, questo in analisi le caratteristiche delle Porte, alle quali, per ragioni pratiche, è stato abbinato anche un colore, associato al giallo che fa da base per tutte. La manifestazione si articola su tre giorni, ognuno dei quali è dedicato a un tema specifico. Si inizia il venerdì con la giornata delle taverne (apertura e scambio dei doni tra le quattro porte) e degli Sbandieratori. Il sabato è il giorno del corteo storico, preceduto dalle prove dei giocolieri che si affronteranno durante i giochi e del gruppo Balestrieri. E così si arriva alla domenica, dedicata la mattina alla parte tecnica delle gare (pesa dei carretti, sorteggi per gli ordini di gara, consegna dei nomi dei giocolieri) dopo la quale ogni Porta si ritira nella propria taverna. Consumato il pranzo e riti scaramantici, ogni porta in corteo rientra in piazza grande per la sfida: comincia la gara. Al termine delle gare la porta vincitrice brucerà la Bastola, la strega antica nemica di Gualdo. Passati gli attimi di delusione e sconforto per le porte sconfitte, nella città sarà festa grande per tutta la notte.

  

Articolo e fotografie: archivio Archi's, Fuaiè Revue

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L'Arte della Ceramica

L'ARTE DELLA CERAMICA

La ceramica è una delle più alte espressioni creative dell’artigianato artistico dell’Umbria.  Una tradizione millenaria fortemente radicata nel patrimonio storico, culturale ed economico della regione. Numerosi e pregevoli sono i reperti giunti fino  a noi delle diverse civiltà che utilizzarono il materiale per i più svariati utensili, dalle brocche ai piatti, dalle pentole al vasellame. Un viaggio affascinante quello alla scoperta del patrimonio di ceramiche regionale, che ci porta a visitare centri tra i più caratteristici e ricchi di storia di questa fantastica terra.

 

La nascita della ceramica viene fatta risalire dagli storici al periodo del Neolitico, intorno all’XI millennio a.C., e le testimonianze più antiche ci giungono dal Giappone anche se sembrano i cinesi i maggiori e più esperti lavoratori di questo materiale, a loro si deve, infatti, anche la scoperta della porcellana. Numerosi e pregevoli sono i reperti giunti fino a noi delle diverse civiltà che utilizzarono il materiale per i più svariati utensili, dalle brocche ai piatti, dalle pentole al vasellame. In Umbria tanto gli Etruschi che i Romani hanno lasciato notevoli testimonianze, ma dobbiamo attendere il tardo Medioevo per trovare insediamenti produttivi che abbiano ambizioni industriali. È Deruta, piccolo centro a pochi chilometri da Perugia, a fare da battistrada e a creare una precisa identità, ancora prima del ‘300, tanto che in quegli anni si accorda con il potente capoluogo per pagare le tasse in vasi di ceramica invece che in denaro.

 

Lo sviluppo di una vera e propria manifattura si concretizza nei due secoli successivi e vede entrare nel mercato altri importanti centri regionali. Gubbio, Orvieto e Gualdo Tadino riescono ad esprimere in questo ambito, che sempre di più si caratterizza come una forma d’arte, identità e stili particolari in grado di dar vita a scuole artigiane ben differenziate.

 

Mentre Gualdo e Gubbio creano attraverso il tempo una continuità di produzione, soggetta ad alti e bassi propri delle condizioni economiche e politiche generali e dei flussi di mercato caratteristici dei diversi cicli economici, per Orvieto è interessante osservare come fu la riscoperta di una tradizione risalente al periodo medievale a far nascere, intorno agli anni ’20 del novecento grazie a una serie di scavi archeologici, nuova attenzione a quella che si è poi rivelata una florida industria locale. I successi economici e l’alto livello qualitativo dei prodotti hanno spinto le diverse realtà locali a documentare in modo articolato le fasi di uno sviluppo che poteva fregiarsi di pezzi notevoli per spessore artistico e qualità della materia prima. Nascono, così, i musei cittadini diffusi un po’ in tutti i principali centri di produzione umbri e, accanto, si sviluppano una serie di collezioni private e raccolte promosse da Fondazioni che rendono il quadro dell’offerta regionale di testimonianze legate alla ceramica tra le più importanti e meglio caratterizzate nel panorama nazionale.

 

L’Umbria, accanto ai maestri artigiani di epoche passate, ha espresso anche in anni recenti artisti di considerevole talento che nella composizione di ceramiche hanno potuto esprimere appieno le proprie capacità. Pensiamo a Manlio Bacosi ed Edgardo Abbozzo. Nell’ambito più specifico della ceramica ci sembra opportuno segnalare altri due umbri che hanno fornito contributi importanti allo sviluppo e all’affermazione di questo specifico settore: Artemio Giovagnoni e Antonio Ranocchia. Un viaggio affascinante quello alla scoperta del patrimonio di ceramiche regionale, che ci porta a visitare centri tra i più caratteristici e ricchi di storia di questa fantastica terra, e ci mette in condizione di poter ammirare alcuni veri e propri tesori dell’ingegno e della perizia manuale umana.

 

Tratto da: Fuaiè Revue

Autore: Stelvio Catena

Fotografie: Archivio Archis Comunicazione

 

Per ulteriori approfondimenti, scarica gratis il file pdf "Città della Ceramica", un viaggio attraverso la storia alla scoperta dell'artigianato umbro, dei suoi maestri e dei musei dedicati.

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