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La leggenda del Lago Trasimeno

LA LEGGENDA DEL TRASIMENO:

UN LAGO A FORMA DI CUORE

Visto dallo sperone di Monte del Lago, con le poche case a picco sull’acqua, lontano dal traffico delle strade, quasi fuori del mondo, il Trasimeno oggi è più seducente che mai e sembra difficile credere che lì vicino, il 21 giugno del 217 avanti Cristo, i Romani abbiano subito quella sanguinosa sconfitta ad opera di Annibale.

 

Più facile immaginare, invece, che mantenere vitale questo specchio d’acqua, seducente e mite, sia oggi uno sforzo colossale: con l’urbanizzazione incombente, le condizioni meteo-climatiche mutevoli e senza un immissario deciso che ne rimpingua le acque, il lago umbro ha davvero corso seri pericoli d’estinzione.

Eppure l’Umbria ha saputo mobilitarsi e difendere il Trasimeno con interventi strutturali, tanto che oggi può a buon diritto vantarsi di essere membro dell’associazione internazionale “Living Lakes” come esempio di lago vivente, pulsante.

 

Una circonferenza di circa cinquanta chilometri, una superficie di 124 kmq ed una forma quasi circolare. Quasi circolare? C’è una leggenda che circola da queste parti e che dà un’immagine più fantasiosa del Trasimeno. È Matteo dell’Isola, poeta e umanista umbro, ad avercela tramandata intrecciando amore, disperazione e dispetto.

Matteo era nato nell’Isola Maggiore, tra le acque silenziose e immobili del lago. Per onorare la terra natale descrisse nel suo poema “Trasimenide”, con sonanti distici latini, l’origine del lago. Racconta, dunque, Matteo, che Trasimeno – figlio di Tirreno, re degli Etruschi, e semidio – era un giovane molto bello, ma, come si direbbe oggi, poco disponibile, forse addirittura frigido.

La voce era così diffusa che l’intraprendente ninfa Agilla volle verificarla. Così fece sequestrare il giovane, lo nascose negli anfratti di una collinetta e lo mise ripetutamente alla prova. Forse grazie alle risorse della ninfa, o forse per l’intervento coreografico delle Naiadi – figlie di Giove e protettrici del matrimonio – Trasimeno si fece onore. Accontentata Agilla, però, se ne tornò subito alla reggia del padre e la ninfa, disperata, cominciò a piangere. E pianse tanto che le lacrime, scese dagli occhi, si allargarono sino a formare un lago. Proprio il Trasimeno che, per questa origine, prese forma di cuore.

 

La leggenda è suggestiva e ricca di sentimento, ma in realtà il Trasimeno non deve nulla a ninfe, naiadi e principi. Le sue origini – Matteo dell’Isola non poteva immaginarlo – vanno ricollegate all’esistenza di un lago più vasto che, sicuramente, ricopriva la Val di Chiana nel periodo del Pliocene, prima di estinguersi successivamente nell’era neozoica. Tuttavia, il Trasimeno attuale non è nemmeno un residuo di quel lago preistorico. È un lago chiuso di origine tettonica e la sua formazione risale, secondo recenti studi, a circa 3 milioni di anni fa con il ritiro delle acque dell’attuale mar Tirreno. Per questa sua caratteristica subisce notevoli escursioni di livello che sono legate alla quantità di pioggia che cade ogni anno direttamente sul bacino.


Tratto da: Fuaiè Revue

Autore: Giovanni Bosi

Fotografie: Archivio Archis, Mariano Bonpresa


LIVING LAKES

“Living Lakes” è la più grande organizzazione internazionale dei laghi. Oltre 40 i bacini che ne fanno parte, tra cui il Vittoria, il Titicaca, il Mar Morto, il lago Balaton. L’associazione, appartenente al Global Nature Fund riconosciuto dall’Onu, mira a conservare gli ecosistemi delle più grandi zone umide.

 

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