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La Donazione della Santa Spina a Montone

MONTONE: LIVING HISTORY

Una festa di popolo vissuta come riscoperta delle proprie radici.  Per una settimana i tre rioni di Montone si sfidano per celebrare il dono di una spina della sacra corona di Cristo  da parte di Carlo Fortebracci.  Il castello rivive gli splendori della contea in un’atmosfera magica: le vie si animano della vita quattrocentesca, tra spettacolari rappresentazioni  in costume ed i profumi antichi  della cucina nelle taverne.

 

È come se una bizzarra macchina del tempo vi trasportasse indietro alla fine del Quattrocento in un’atmosfera magica e gioiosa, nella quale dame e cavalieri, popolo e soldati dei tre rioni di Montone, Porta del Borgo, Porta del Monte e Porta del Verziere, rievocano le glorie delle antiche parti del castello sfidandosi per un’intera settimana in un torneo “all’ultimo colpo” giocato con prove di destrezza e abilità, lanciandosi bandi di sfida, rappresentando scene di vita medievale e cimentandosi nel tiro con l’arco, per la conquista del Palio e l’elezione della propria Castellana.

 

Una festa di popolo vissuta come riscoperta delle proprie radici, un tripudio di emozioni intense tra i profumi delle taverne rionali e le spettacolari scenografie delle rappresentazioni teatrali in costume, tutti ricostruiti secondo uno scrupoloso lavoro di ricerca storica. Eventi che hanno come location le piazze, gli angoli e le ampie scalinate che percorrono il centro di Montone, un gioiello di arte e natura che dispone di un tale patrimonio storico, artistico, architettonico e ambientale che le ha permesso di entrare nel club dei “Borghi più belli d’Italia”.

 

Chi arriva nell’antica Aries la settimana che precede la penultima domenica d’agosto stenta a credere ai suoi occhi: entrando nel piccolo borgo medievale – uno scrigno fortificato immerso in un paesaggio lussureggiante, che svetta sulla vallata con possenti contrafforti di pietra e le mura, le torri campanarie, il dedalo di viuzze tortuose dove si affacciano archi, palazzi e chiese gelosamente preservate – sembra di essere accolti in un’immensa quinta teatrale, finendo per essere parte integrante di un rito collettivo. Da molti anni, infatti, la Donazione della Santa Spina è diventata per Montone la celebrazione della sua stessa storia e identità, radici e valori che seguono passo passo l’alterna sorte della famiglia Fortebracci.

 

Nel XV secolo la città raggiunge il suo massimo lustro grazie alla figura di Braccio da Montone, grande capitano di ventura, famoso per le sue abilità di stratega e per la sua spregiudicatezza politica, protagonista di uno dei più audaci tentativi di creare, all’interno dell’Italia centrale, uno Stato indipendente dal potere dello Stato Pontificio. Il 28 agosto 1414 Montone viene elevato a contea e Braccio ne riceve l’investitura, atto che dieci anni dopo papa Martino V ripete a favore del figlio, Carlo Fortebracci. È lui che nel 1473, seguendo le orme del padre, combatte al servizio della Serenissima Repubblica di Venezia riuscendo a ricacciare i Turchi dai confini veneti. Per gratitudine i Veneziani gli regalarono una preziosissima reliquia, una Spina della sacra corona di Gesù Cristo. Tornato a Montone la donò al popolo arietano e da allora viene esposta due volte l’anno, il Lunedì dell’Angelo e la settimana della penultima domenica d’agosto, periodo in cui a Montone si celebrano gli antichi fasti nella Contea dei Fortebracci, dove i tre rioni – il Monte, il Borgo e il Verziere, ai quali corrispondevano le tre porte d’accesso alla cinta muraria e anche la stratificazione sociale – gareggiano per aggiudicarsi il Palio ed eleggere la propria Castellana, che rievoca Margherita Malatesta di Rimini, moglie del Conte Carlo, che governava in sua assenza la città.

 

La Donazione della Santa Spina è la rievocazione di quell’episodio, un avvenimento lontano nella cronologia temporale ma vivo e pulsante nella memoria dei montonesi, e che anno dopo anno affascina, coinvolge ed attira un gran numero di persone che decidono di immergersi in un’atmosfera che ha dell’irreale. Non è facile far comprendere a parole quello che significa questa settimana per i montonesi: la storia che si respira, il paese che diventa un teatro naturale, la carica agonistica che serpeggia tra i rionali e l’allegria delle taverne sempre pronte ad offrire pietanze gustose e un buon bicchiere di vino.

Una festa di popolo autentica, alimentata dall’impegno dell’amministrazione comunale, della Pro Loco e soprattutto degli stessi abitanti, che grazie all’entusiasmo e allo spirito di abnegazione encomiabili dei tanti volontari sono riusciti a raggiungere un eccellente livello qualitativo: non a caso la Donazione della Santa Spina è tra i fondatori dell’Associazione Manifestazioni storiche dell’Umbria nata nel 2001, e il continuo confronto con realtà per molti aspetti più grandi, è motivo di orgoglio e di stimolo costante. Lo stesso orgoglio che si respira visitando il borgo in questa settimana: il castello Arietano rivive gli antichi splendori in un’atmosfera fiabesca, si anima di notte della vita quattrocentesca, e il tempo sembra non essere mai trascorso.

 

Donazione della Santa Spina

Montone, centro storico

Dal 14 al 21 agosto

 

Comune di Montone


Tratto da: Fuaiè Revue

Autore: Giorgio Pezzanera

Fotografie: Archivio Archis, Mariano Bonpresa

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