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Una questione di vita e di morte

UNA QUESTIONE DI VITA E DI MORTE


Spettacolo e riflessione dialogano attraverso la pièce di Luca Radaelli, autore, attore e regista teatrale, curatore artistico di importanti manifestazioni teatrali in Italia e all'estero. Sarà in scena a Terni, giovedì 9 dicembre 2010 alle ore 21.00 al Teatro Secci, e a Spello venerdì 10 dicembre 2010 alle ore 21.15 al Teatro Subasio.

 

Attraverso versi, letture, brani poetici, musiche e canti, il monologo di Radaelli, scritto con il contributo di Beppino Englaro per ispirarsi alla drammatica vicenda di Eluana Englaro, accompagna il pubblico in un momento di riflessione, profonda e intima, per capire come, in fondo, «vita e morte sono due facce della stessa medaglia». Affrontando "in punta di piedi", con sobrietà, garbo e attenzione, uniti a grande emozione, un tema difficilissimo, come quello della morte, restituisce allo spettatore quesiti, dubbi, interrogativi, sui quali riflettere oggi, ma anche, e soprattutto, per il domani.


“In tutte le culture, la morte è un fatto naturale. Dall’Irlanda all’isola di Bali, dalla Calabria alle steppe russe, le comunità si riuniscono a vegliare il morto con canti e racconti, mangiando o ubriacandosi.
Noi vogliamo riprendere questa tradizione: proporre una veglia, laica, anche per chi non ha avuto questa possibilità.
Nel caso Englaro abbiamo assistito a una sorta di veglia mediatica a reti unificate, dove la polemica sostituiva la pietà. Addirittura c’è chi ha parlato di cultura della vita opposta a cultura della morte.
 
Viviamo in una società che vende modelli di giovinezza e prestanza e la morte cerca di dimenticarla, occultarla, esorcizzarla. Vogliamo invece parlarne. Citando Dante, Shakespeare, Sofocle (Beppino Englaro, come Antigone, sfida la ragion di stato per amore).  
Vogliamo riflettere attraverso canti, letture, brani poetici.  
Per capire come vita e morte sono le due facce della stessa medaglia.”

 
Luca Radaelli

 

PER INFORMAZIONI:
ASSOCIAZIONE ULTIMALUNA / TEATRO INVITO - tel. 0341 201451 - www.ultimaluna.org
TEATRO SECCI TERNI - tel. 0744.401237 - www.teatrostabile.umbria.it
TEATRO SUBASIO SPELLO – tel. 0742.301689 – www.fontamaggiore.it

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Il Pinturicchio e la Cappella Baglioni a Spello

IL PINTURICCHIO E LA CAPPELLA BAGLIONI

A Spello, il genio del Rinascimento italiano trova una sua dimensione ideale nella Cappella Baglioni, affrescata da Bernardino di Betto detto “Il Pinturicchio” nel XVI secolo, su commissione dell’allora priore Troilio Baglioni.

 

In queste foto, le vivide scene dipinte dal Pinturicchio, che fu allievo del Perugino, si mostrano in tutta la loro bellezza e armonia.  Se state esplorando l’Umbria, nella zona di Spello, una visita alla chiesa di Santa Maria Maggiore, sec XII-XIII, non può mancare nell’itinerario:  l’Umbria del Rinascimento è qui,  tra navate, volte e pilastri affrescati dai migliori pittori della scuola del Pinturicchio, oltre che dal Perugino stesso. I pavimenti sono decorati con maioliche di Deruta del 1556, mentre nella cappella del Sepolcro, oggi adibita a museo, sono conservate pregevoli opere di oreficeria, sculture lignee e tavole di Cola Petrucci e dell’Alunno.

 

Sui tre lati della Cappella Baglioni, ciascun affresco riproduce, con una straordinaria attenzione al dettaglio, una scena del Vangelo: nella parete di sinistra l’Annunciazione, al centro la Natività e sulla destra la Disputa con i dottori al Tempio.

 

Tre momenti importanti per narrare una storia di speranza e fede, il cui culmine è rappresentato dalla scena centrale. Alzando gli occhi al soffitto, troviamo quattro Sibille, antiche veggenti ricordate nell’arte cristiana come profetesse, perché avrebbero preannunciato la venuta di Cristo. Ne è un’esempio l’affermazione attribuita alla Sibilla Eritrea: "Dal cielo verrà un futuro re dei secoli, che una vergine ebrea, di nobile stirpe, porterà".

 

Articolo di Francesca Mattonelli

Le fotografie sono tratte dall’archivio Archi’s

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