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"Estate in Umbria" di Giulia Guizzardi

LA TERRA DELL’ESTATE


“Non pretendo di essere nessuno do solo il mio meglio in quello che faccio. Spero che tutti possano apprezzare questi piccoli pezzi di anima “ scrive di sé Giulia Guizzardi nel suo sito web. I suoi scatti raccontano, con l’entusiasmo e la semplicità che caratterizzano le emozioni più autentiche, i paesaggi e le scene di vita che hanno saputo stregare e appassionare una ragazza “umbra d’adozione”, entrando a far parte dei suoi primi photoset e dei suoi studi sulle tecniche di inquadratura. L’estate in Umbria, lontano dagli stabilimenti balneari e dal traffico delle autostrade, si presenta in questa photogallery come un periodo ideale per recuperare il contatto con le radici storiche e con le bellezze naturali della terra umbra, che Giulia ci presenta in un breve viaggio tra profili di antiche architetture, tramonti coloratissimi e ulivi accarezzati dal sole.

 

 

“Mi chiamo Giulia Guizzardi e ho vent'anni, inutile dire se troppi o troppo pochi per dedicarsi a un'arte che ancora fa fatica ad essere riconosciuta come tale. La fotografia per me non è un susseguirsi di scatti che rendono i momenti immortali, ma sono vedute d'immagine del mondo che rubi per non lasciartele sfuggire, perché si sa che la prossima volta non ci saranno più.  Non solo Natura e piccoli pezzi di storia, ma amo ritrarre anche amiche/amici, insomma i più coraggiosi che si mettono in gioco per permettermi di dar vita ad alcune tra le mie idee. I miei progetti vertono sull'università – frequento il primo anno di Scienze della Comunicazione - e sul mio sogno di diventare una giornalista.

 

In questa photogallery sono presenti scatti tratti dalla mia ultima serie, dedicata all'estate umbra. Mi sono mossa tra Terni, Narni, Todi e Orvieto prediligendo alcuni soggetti di interesse architettonico in un lavoro di tagli di inquadrature che mi ha permesso di studiare e di migliorare in parte la mia tecnica. Ho deciso di lavorare su questi paesaggi perché sono quelli che mi danno maggiore soddisfazione e credo che, nonostante ci siano fotografi che hanno ormai provato tutto, sui paesaggi e sugli scorci ci sia ancora qualcosa da dire, con un po' di fantasia.

 

Ho scelto di depositare il mio amore lì, tra il picco perugino e la conca ternana, a metà tra un fidanzamento (vero!), e un innamoramento spirituale per la terra. Ho sempre avuto un forte attaccamento per la natura, per la Terra nel vero senso della parola, quella forza immateriale e potentissima che non ci abbandona mai nonostante l'asfaltamento dell'anima umana.

D'altro canto però non posso far altro che ammirare anche l'opera dell'uomo o, per meglio dire, di un uomo molto lontano da questo presente,  che ha costruito con mezzi inferiori opere che noi non saremo più in grado di creare senza distruggere la natura. Era un uomo diverso forse, un uomo più sensibile.

 

Segni del passaggio di qualcosa di magico, i borghi come quelli che ho ritratto sono dei piccoli gioielli che in Umbria si lasciano trovare dappertutto, offrendomi spunti sempre nuovi per la fotografia e non solo. Credo che proprio per questo ogni piccola incastonatura nell'Appennino Umbro sia una pietra unica, con un taglio tutto particolare che è doveroso immortalare. Ecco perché la mia passione per la fotografia qui ha potuto avere libero sfogo; ecco perché qui mi sento ispirata dai millenni di storia, dai picchi scoscesi e non mi stancherò mai di ritrarre ogni piccolo particolare, come ogni grande veduta, di questa splendida terra .”

 

 

Commento di Francesca Mattonelli

 Presentazione e fotografie di Giulia Guizzardi



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Todi: nella terra del frate poeta

TODI: NELLA TERRA DEL FRATE POETA

Sulle orme  di Iacopone  alla scoperta dell’Umbria mistica. Iacopo Benedetti da Todi, personalità originale ed affascinante del primo francescanesimo, è ovunque conosciuto come una delle figure più interessanti della letteratura italiana medievale.

 

La sua opera poetica, caratterizzata da un’incredibile energia espressiva, conta in tutto un centinaio di Laude, molte delle quali ebbero lunga e meritata fortuna, costituendo per secoli un importante riferimento per la religiosità popolare.

Punto di partenza dell’itinerario proposto è il centro storico di Todi con  la sua bellissima piazza medievale. Si possono visitare il duomo, i palazzi pubblici, e si possono ammirare gli affreschi del XIII secolo all’interno del Palazzo del Capitano e della Sala delle Pietre. All’interno del museo, nella Sala delle Ceramiche, è conservato un ritratto di Iacopone del XVIII secolo. Un’altra opera che ritrae il frate poeta, realizzata nel 1627 dall’artista Polinori, si può vedere nella chiesa della Nunziatina. L’itinerario prosegue poi fino alla chiesa di San Silvestro, dove un affresco del XIV secolo raffigura Iacopone nell’atto di colloquiare con Cristo.

 

I visitatori più curiosi potranno anche scoprire quei luoghi che secondo la leggenda si legano alla figura del francescano, come piazza Martino I, già piazza Pignattara, dove il frate sarebbe nato intorno al 1230. E come Palazzo Pongelli Benedettoni, che sarebbe stata la dimora di Iacopone dopo il matrimonio con Vanna dei Conti di Coldimezzo. Pochi sono in realtà i fatti certi e documentati riguardanti la vita di Iacopone, molti invece gli eventi tramandati dalla tradizione popolare. Ad esempio quello secondo cui la moglie Vanna sarebbe morta a causa del crollo di un solaio. O quello che narra come in seguito alla perdita della moglie Iacopone si sarebbe convertito, scegliendo di vagare per dieci anni come penitente. Era l’anno 1278 quando decise di farsi frate aderendo al movimento degli spirituali, la corrente più rigorosa e ortodossa dell’ordine francescano. Lottò contro papa Bonifacio VIII e si legò ai cardinali Colonna che ne chiedevano la deposizione. Ma dopo la sconfitta di Palestrina, Iacopone venne catturato come dissidente e rimase chiuso in carcere per volere del papa.

 

Per gli appassionati di codici e pergamene l’itinerario iacoponico prosegue con una visita alla biblioteca comunale di Todi. Qui sono infatti conservati i manoscritti del Fondo antico, risalenti alla fine del Duecento e agli inizi del Trecento. Dopo Todi, la tappa successiva è nel piccolo Comune di Collazzone, dove vale la pena visitare la chiesa e la cripta di San Lorenzo. Qui era un tempo il monastero delle clarisse presso il quale il frate si ritirò dopo esser stato liberato dal carcere. A San Lorenzo Iacopone trascorse gli ultimi tre anni della sua vita e la leggenda narra che morì proprio nei pressi del monastero la notte di Natale del 1306.

 

Oggi la sua tomba è nella chiesa di San Fortunato, costruzione gotica iniziata dai francescani nel 1292, poi interrotta in occasione della peste del 1348 e terminata solo nel 1464.

All’interno del tempio che si innalza sul punto più alto di Todi, tra vari affreschi di scuola giottesca, sono conservati anche il reliquiario del XVIII secolo con i resti della mascella di Iacopone e la tomba del frate, costruita all’interno della cripta nel 1596.

 

COLLAZZONE

di Corrado Fratini

 

Nell’ambito degli itinerari dedicati a Iacopone da Todi non poteva mancare una visita a Collazzone, delizioso insediamento della Valle Umbra che sorge circa a mezza via fra Todi e Perugia. Posto al centro di quella che è stata definita una “terra antica”, il piccolo paese sorge su uno sperone roccioso che in tempi remoti fungeva da spartiacque del Lago Tiberino, un vero e proprio mare interno che occupava nel quaternario antico una vasta distesa dell’Umbria. Nel contesto della vicenda iacoponica il territorio di Collazzone recita un ruolo fondamentale, potremmo addirittura dire che è un luogo dove tutto ha inizio e dove tutto finisce. Vanna di Bernardino di Guidone dei conti di Collemezzo – che abitavano un castello del quale restano i ruderi ben visibili presso Casalalta, località posta a nord di Collazzone in direzione di Perugia – divenne sposa del grande poeta e, dalla sua morte prematura, prese avvio la straordinaria parabola mistico-religiosa dell’autore di indimenticabili Laudi. Nel convento francescano di San Lorenzo, sorto fuori le mura di Collazzone, Iacopone scelse di trascorrere l’ultimo tratto della sua vita travagliata e intensa alla ricerca di silenzio e raccoglimento. Qui il visitatore potrà ammirare una struttura assai suggestiva che, per quanto manipolata nel tempo, offre ancora squarci di bella architettura medievale fra cui la splendida cripta absidale ad oratorium dove, secondo la tradizione, la notte di Natale del 1306 spirò il “giullare di Dio”.

 

GLI ALTRI ITINERARI

 

BASCHI

Santa Maria della Pasquarella: immerso nella Gola del Forello, il santuario è raggiungibile attraverso comodi sentieri. Fu scelto da Iacopone intorno al 1269, per trascorrervi anni di mortificazione e penitenza dopo la conversione.

Convento di Pantanelli: avvenne qui la formazione spirituale di Iacopone dopo il suo ingresso nell’Ordine dei Minori.

 

ASSISI

La basilica di San Francesco, con le due chiese inferiore e superiore iniziate nel 1228 dopo la canonizzazione del frate di Assisi, e affrescate a partire dalla seconda metà del XIII secolo, ci aiuta a capire il contesto storico, artistico e spirituale in cui nacque e visse Iacopone da Todi.

Sempre ad Assisi l’itinerario Iacoponico propone anche una visita al Tesoro della Basilica di San Francesco, alla Basilica di S. Maria degli Angeli e alla chiesa di Santa Chiara.

 

 

 

MONTEFALCO E FOLIGNO

Un percorso attraverso i luoghi del francescanesimo non può trascurare la cittadina di Montefalco, in particolare il Museo civico locale ospitato nella ex chiesa di San Francesco.

Da Montefalco si prosegue verso Foligno per visitare gli affreschi e una madonna lignea del duecento nella chiesa di S. Maria Infraportas.

 

Tratto da: Fuaiè Revue

Autore: Antonella Bazzoli

Fotografie: Archivio Archis, Mariano Bonpresa


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L'agenzia video giornalistica Avi News produce e realizza il rotocalco televisivo di cultura, informazione e società "Umbria News", in onda su TeF Channel e sul canale 921 Sky. In allegato all'articolo, lo speciale sulle visite guidate alle cisterne romane di Collepepe e sul recupero architettonico della chiesa di santa Maria delle Grazie, annessa all'abbazia di san Lorenzo di Collazzone, dove morì Jacopone da Todi.


Servizio: Luca Attisani

Riprese: Enrico Mascioli

Montaggio: Marcello Corona

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