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I luoghi dell'anima

ALLE FONTI DEL SACRO

Un viaggio tra storia, cultura e spiritualità, che mette in relazione tra loro le ricchezze di una vasta area del territorio a sud-est della regione, rivelandone il volto più autentico.

 

La Valnerina e Monteluco di Spoleto vengono proposti come tappe centrali di itinerari che si caratterizzano per la ricchezza delle loro storie e tradizioni, sia sul versante delle esperienze religiose e spirituali, sia per l’integrità dell’ambiente naturale. Il risultato è un circuito turistico che ruota in senso orario sul territorio e che abbraccia diverse emergenze culturali in sette luoghi ricchi di significati, capaci di rappresentare al meglio gli elementi di identità e di fascino dell’Umbria più vera.

 

La realizzazione di un ideale percorso che si snoda lungo le tracce di esperienze significative della spiritualità occidentale nasce dalla volontà di valorizzare un patrimonio culturale, religioso e paesaggistico di grande rilievo e dalla opportunità di rispondere al crescente bisogno di raccoglimento, di natura, di meditazione e di relax psico-fisico.

Per l’Umbria sono stati individuati sette itinerari, a partire proprio dal Monteluco con San Giuliano, l’abbazia di San Pietro in Valle, il convento di San Francesco, le pendici del monte e il bosco sacro – un luogo mitico che oltre ad interessanti aspetti naturalistici, evoca già nel nome la profonda spiritualità della zona – i borghi come Bazzano, Belvedere e Vallocchia. E poi la Valdinarco, punteggiata dall’abbazia dei santi Felice e Mauro; da Vallo di Nera, Sant’Anatolia di Narco e Scheggino; i percorsi dalla Valcasana a Gavelli; da Civitella a Monte San Vito; lungo il torrente Pontuglia; dall’Eremita a Roccagelli.

 

Un territorio fortemente dominato dal fiume Nera e pervaso da straordinarie leggende: una simbiosi perfetta tra paesaggio, cultura e culto. Ma i “Luoghi dell’Anima” non sarebbero tali senza i santuari di confine, come il Contado di Cerreto di Spoleto ed il convento di Santa Maria di Costantinopoli, la Madonna della Stella, l’altopiano di Sellano e Montesanto, Cerreto e la Madonna del Monte, il Soglio, la grotta del Beato Giolo, San Paterniano. Nati per mano di religiosi o laici, vicino ai luoghi di culto e ai confini fra varie località, divennero dapprima luoghi d’incontro tra le comunità e oggi mete di pellegrinaggi propiziatori. Non mancano ovviamente Norcia, Preci e i luoghi benedettini: la splendida abbazia di Sant’Eutizio in Valcastoriana, il santuario di San Benedetto, la chiesa ed il monastero di Sant’Antonio Abate, il convento di Santa Maria delle Grazie, il Piano di Santa Scolastica, la Valle del Campiano, la Valle Oblita. È la culla di San Benedetto, ma anche patria di una natura generosa e di prelibatezze enogastronomiche tipiche. Tutt’intorno i Monti Sibillini, il lago di Pilato, Castelluccio di Norcia, il Pian Grande e il Pian Piccolo, con il monte Vettore, monte Sibilla, Poggio di Croce, monte Argentella, monte Guaidone e monte Patino posti a corolla. È qui il cuore del parco nazionale, frutto della simbiosi tra natura, leggende ed operosità umana, con un fascino unico legato allo spazio, al silenzio e ad un grande significato di spiritualità. E ancora Cascia e Santa Rita: il santuario, il convento di Sant’Agostino, il santuario di Roccaporena, l’altopiano e la valle di Maltignano. Qui si è svolta tutta la vita della santa dei casi impossibili, un’umile e semplice popolana che ha cambiato la storia di questi luoghi e li ha fatti conoscere al mondo intero.

Altrettanto suggestivo il percorso che conduce dal culto pagano a quello cristiano attraverso l’altopiano di Monteleone di Spoleto, Poggiodomo, l’altopiano di Ocosce e quello di Chiavano. Molte aree del territorio erano sacre sin dall’antichità, utilizzate dagli abitanti del posto sia per la sepoltura dei loro morti che per venerare e propiziarsi le varie divinità. L’intero comprensorio è testimone di una diffusa presenza religiosa: dagli eremi dei monaci siriaci, ai conventi ed abbazie di Benedettini, Agostiniani e Francescani; dalle numerose chiese campestri alle pregevoli chiese dei “Castelli” e delle “Ville”, come quelle del romanico spoletino, ricche di espressioni artistiche di grande pregio, o come gli affreschi di alcuni seguaci di Giotto fino allo Spagna e alla sua scuola. Luoghi prescelti non a caso per la creazione di questa rete, uniti da grandi tradizioni storico-culturali, oltre che da una presenza religiosa tangibile, consolidata nei secoli ed integrata con una natura che ha conservato la propria bellezza tanto da indurre, ancora oggi, un forte senso di tranquillità e sentimenti di pace.

 

 

SPOLETO E MONTELUCO

Spoleto, città d’arte con grandi tradizioni storiche e culturali, ha sempre condiviso la forte spiritualità che la contraddistingue attraverso secoli di presenza di culti pagani e successivamente cristiani con l’area del Monteluco, che è diventata una vera e propria componente della città, straordinaria sintesi tra natura ed elemento umano.

 

 

LA VALNERINA

Lega il suo nome al Nera, il fiume che nasce nelle Marche e conclude il proprio viaggio gettandosi nel Tevere, nell’alto Lazio. Patria di santi, le asprezze del territorio hanno reso difficile la vita degli abitanti anche se spesso sono state una protezione dalle guerre con le vicine città e dalle epidemie che infestavano le zone pianeggianti. I piccoli borghi, appollaiati sulla costa o nascosti tra i boschi oppure distesi lungo i pascoli d’altura, mantengono l’identità montana e rurale del territorio.

 


Tratto da: Fuaiè Revue

Autore: Giovanni Bosi

Fotografie: Archivio Sviluppumbria

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Avventure in Valnerina

Dal freeclimbing al trekking, dal volo in mongolfiera al parapendio. La Valnerina è la cornice ideale per iniziare l’estate abbinando passeggiate a cavallo alla discesa in canoa, l’esperienza di rafting all’escursione speleologica.

 

 

IL VILLAGGIO  DEL DIVERTIMENTO

Per i turisti che amano l’Umbria ce n’è davvero per tutti i gusti: dagli sport estremi alla più tranquilla escursione in sella agli asinelli. Il bello è che il territorio, in una sorta di unico mega-villaggio del divertimento, si è “specializzato” in varie attività: rafting, canyioning, river hiking, escursioni a cavallo, trekking, freeclimbing, ponte tibetano, scuola di sopravvivenza e pioneering, il tiro con l’arco, escursioni in mountain bike, parapendio e deltaplano. All’appello non mancano altri grandi scenari naturali, come le Cascate delle Marmore, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il lago di Piediluco per le gite con ecobattelli, il fiume Corno a valle di Nortosce per la gara di discesa di canoe. Non solo: nei fiumi Corno e Nera si può addirittura cercare l’oro come si faceva un tempo.

 

COME RAGGIUNGERE LA VALNERINA

La Valnerina può essere agevolmente raggiunta da tutta l’Umbria percorrendo la Flaminia e seguendo le indicazioni per Norcia e Cascia o per la Valnerina ternana.

 


Fotografie: archivio Archis, Mariano Bonpresa

 

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