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L' Umbria nel terzo millennio

L'UMBRIA NEL TERZO MILLENNIO


L’Umbria di oggi torna alle sue radici perché le radici sono sempre una base da cui ripartire verso il  fulgido futuro.


 

Mentre il mondo moderno è stato caratterizzato dall’emergere della civiltà industriale, il mondo postmoderno si dovrebbe caratterizzare dalla salvaguardia della natura. E l’Umbria in questo è stata anticipatrice e maestra.

 

Hermann Hesse vide in San Francesco d’Assisi l’incarnazione di un ideale di vita in armonia con le forze della natura a cui si opponeva la scontentezza dell′uomo moderno, sofferente di "disagio della civiltà′. Hesse avverte una sensazione di malessere, legata alle trasformazioni indotte dai processi di industrializzazione, la consapevolezza della scissione che si è operata fra uomo e natura e le lacerazioni che ciò produce negli animi attraversa la sua biografia e la sua opera.  

A fare da contraltare agli sconvolgenti cambiamenti già evidenti all’epoca di Hesse, l’autore tedesco contrappone un ritorno alla purezza, un ritorno all’armonia tra uomo e natura di cui il santo assisano rappresenta la più nobile personificazione. Per questo  Hermann vide nella figura del poverello una voce capace di comunicare anche agli uomini del ventesimo secolo.

 

Sono passati oramai oltre cent’anni da quando Hermann Hesse attraversò per la prima volta il suolo italiano e se al suo tempo il distacco tra uomo e natura era percepito solo dagli spiriti più acuti, oggi invece viene sentito da molti e come una certezza, un’ incombente certezza.  

L'Umbria non solo oggi ma anche in tempi non sospetti percepì il valore della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Terra del Cantico delle Creature volle sin da subito presentare un modello di sviluppo sostenibile anche quando c’era ancora chi esaltava l’industrializzazione senza limiti.  

Le ampie aree verdi, i numerosi parchi e aree protette, il vergine territorio la rendono ancora oggi una regione dalle forti tradizioni.

Da qui il nome di Umbria cuore verde d'Italia.

Probabilmente la coscienza ecologica è  un valore sacrale prima ancora che naturalistico, perché proprio in Umbria San Francesco scrisse il cantico in cui esaltava le bellezze del creato in linea con l’amore per il Creatore.  

 

L'Umbria riparte dai suoi valori fondamentali come la pace, la non violenza, il rispetto per diritti, il pluralismo culturale, il patrimonio spirituale, la storia civile e religiosa. L’Umbria sta dando una prova di incontro tra modernità e tradizione.

Anche la letteratura può e deve indurre all’amore per l’ ambiente come nel caso del Cantico delle Creature. 

Leggere i classici della letteratura sull’Umbria è dunque il modo per essere veramente moderni.

 

E nella nostra regione passato e futuro convivono con deliziosa armonia.

 

 

 

Autore: Matteo Morrone Berlingò

Fotografie: Archivio Archis, Archivio Regione Umbria

 

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